Si Γ¨ chiusa oggi la mostra audio-fotograficaΒ β€œπ‘Ίπ’†π’Žπ’ƒπ’“π’‚ 𝒄𝒉’𝒆̀ 𝒑𝒂𝒔𝒔𝒂𝒕𝒐 𝒖𝒏 π’ˆπ’Šπ’π’“π’π’. π•π¨πœπ’, 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐒𝐞, 𝐒𝐦𝐦𝐚𝐠𝐒𝐧𝐒 𝐝𝐚π₯ 𝐫𝐨𝐦𝐚𝐧𝐳𝐨 𝐝𝐞π₯ 𝐜𝐒𝐧𝐞𝐦𝐚 𝐒𝐭𝐚π₯𝐒𝐚𝐧𝐨”, tra gli appuntamenti piΓΉ apprezzati della 17Βͺ edizione del Bif&st Bari International Film&TV Festival.

Prodotta per il Bif&st 2026, diretto da Oscar Iarussi, grazie alla preziosa collaborazione tra Fondazione Puglia presieduta da Antonio Castorani e Fondazione Apulia Film Commission presieduta da Anna Maria Tosto, e curata da Silvio Danese, la mostra ha accompagnato il pubblico in un viaggio immersivo nella memoria del cinema italiano, trasformando le sale restaurate dello storico Palazzo Starita in uno spazio vivo di immagini, suoni e testimonianze.

I visitatori

In queste settimane, l’esposizione ha registrato una partecipazione costante, che ha superato i 13.000 visitatori, accogliendo non solo il pubblico cittadino e tanti turisti presenti a Bari a cavallo delle festivitΓ  di Pasqua, ma anche numerosi ospiti del festival, tra cui registi, attori, produttori italiani e internazionali tra cuiΒ Patrick Cristaldi, figlio diΒ Claudia Cardinale, a testimonianza del forte legame tra la mostra e una delle figure simbolo del nostro cinema, oltre al premio Oscar alla carriera Wes Studi, ai registi Roberto AndΓ² e Marco Pontecorvo, ai produttori Andrea Occhipinti e Domenico Procacci.

La mostra

La mostra ha proposto un percorso articolato tra fotografie rare, materiali d’archivio e registrazioni sonore, restituendo una costellazione di storie e protagonisti che hanno segnato l’immaginario del Novecento – da Alberto Sordi a Federico Fellini, da Marcello Mastroianni a Claudia Cardinale– colti anche nella loro dimensione piΓΉ intima e quotidiana.

La mostra si Γ¨ sviluppata attraverso un progetto di allestimento firmato da Tommaso Schiuma con la direzione creativa di Francesco Maggiore, in collaborazione con Elena Iannielli e Francesca Sisci, e con l’organizzazione generale della project manager Anna Tamborrino.

L’impianto espositivo accompagna il visitatore in una narrazione per immagini, suoni e memorie, a partire da collezioni pubbliche e private (collezione Danese, Milano; collezione Maraldi /Archivio Paul Ronald, Cesena; collezione Palmas / Archivio Giuseppe Palmas, Cesena; e Archivio Franco Pinna, Bologna-Roma).
L’insieme ha restituito una costellazione articolata di storie e figure legate al mondo del cinema italiano tra gli anni ’50 e β€˜60, con un ampio omaggio a Claudia Cardinale composto dal book fotografico che il produttoreΒ Franco Cristaldi commissionΓ² a fine anni ’50 a Franco Pinna,Β omaggio completato dal documentario intervista a Claudia Cardinale – La piΓΉ bella italiana di Tunisi di Mohamed Challouf.

Nella maggior parte, la mostra Γ¨ organizzata in cornici di modernariato vintage che contribuiscono a evocare una dimensione sospesa nel tempo. Gli elementi espositivi sono formati da tubolari modulari in ferro, pensati per organizzare lo spazio con leggerezza e nel rispetto degli spazi appena restaurati di Palazzo Starita, definendo una sequenza di ambienti che alternano visione, lettura e sosta. Accanto alle immagini, apparati grafici e tavoli espositivi offrono strumenti di orientamento e approfondimento, mentre la componente sonora diffusa, realizzata dal sound designer Fabio Venturi, con il contributo del pianista Emanuele Arciuli, accompagna il percorso con voci e testimonianze, restituendo alle fotografie una dimensione viva e narrativa.

Per la qualitΓ  del progetto curatoriale e la forza dell’allestimento, la mostra si conferma non solo come uno degli eventi piΓΉ significativi del Bif&st 2026, ma anche come un format espositivo capace di suscitare interesse oltre i confini del festival, aprendo alla possibilitΓ  di future circuitazioni in altri contesti culturali e museali.